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Benvenuti nel sito ufficiale dell' Ordo Equitum Dominae Nostrae Sanctae Mariae; Ordine Cavalleresco di natura Dinastica. In queste pagine potrete trovare tutte le informazioni necessarie per meglio capire il concetto di cavalleria moderna.

Parlare di Cavalleria non significa oggi, come accadeva qualche decennio fa, avventurarsi lungo un argomento difficilmente percorribile su cui molti rimanevano indifferenti, alcuni manifestavano ostilità, altri sorridevano. Oggi sono sempre di più le persone curiose e interessate che guardano alle notizie storiche e al simbolismo degli antichi Cavalieri come ad immagini di mondi affascinanti, mistici, scintillanti.

Purezze originarie, conoscenze primordiali, riconquiste spirituali, costituiscono per tanti ammiratori una sfera di chiarore intellettuale che sarebbe importante raggiungere. Nobiltà di natali, stemmi e fasti familiari, sale e banchetti, rappresentano per altri l'evocazione di un'area cui sarebbe interessante stazionare. Altre persone si soffermano sull'alone di mistero oggi ampiamente sfruttato anche quando si ha a che fare con una certa storia ampiamente conosciuta e spesso mistificata o romanzata, come nel caso dei Templari. Infine, sembrano davvero pochi quelli che si interessano di Cavalleria solo perché l'Istituzione ha incarnato i sentimenti attivi della Fede cristiana, posta al servizio dei più deboli e quindi dei preferiti di Gesù.

Esaurita la grande stoltezza della realizzazione forzata del marxismo (che nell'Ottocento aveva trovato ampia base umana a causa delle ingiustizie sociali, affermate dalla borghesia imperante e denunciate da Leone XIII); svuotate le illusioni dell'equalitarismo ateo e furibondo, origine di stragi e stermini, abbiamo avuto la certezza che l'unica uguaglianza possibile si può realizzare soltanto nella fraternità cristiana che ci vede tutti figli di un Dio Padre. Del resto, quanta vera uguaglianza e filantropia sono esistite tra coloro che volevano imporre la giustizia del socialismo reale? Il sarto Valentino, interrogato tanti anni fa nel corso di una trasmissione televisiva su che cosa ne pensasse a proposito delle uniformi maoiste che si voleva dovessero vestire tutti gli abitanti della Cina (e, si presumeva allora, tutti gli abitanti degli Stati “conquistati” al maoismo), rispose: “Non vi fate illusioni, ci sarà sempre chi indosserà la divisa da diecimila lire e chi quella da un milione”. Mi sembra sia la definizione migliore per descrivere le ipocrisie della nomenklatura e delle promesse comuniste.

Ma oggi la Cavalleria , come la Nobiltà , corre un grave rischio, non dissimile dai pericoli affrontati nel periodo della moda marxista. C'è un'ondata di ritorno in cui nuotano troppi individui che, mentre sostengono di apprezzare gli ideali portati avanti dal modello cristiano, cercano di recuperare non lo spirito di quelle antiche Istituzioni ma di organizzare il loro modello esterno secondo gli interessi personali o dei gruppi di appartenenza.

Non mi riferisco solo ai casi estremi di Ordini cavallereschi importanti e cognomi di famiglie reali o illustri che sono stati usurpati, reinventati, rimessi in gioco da personaggi in grado di giocare sulla buona fede del prossimo per condurre facili affari. Penso invece a quanti decidono di entrare in Ordini cavallereschi veri o si attribuiscono falsi titoli nobiliari per puro piacere di apparire, impossibilitati ad assumere altri titoli professionali o accademici oppure consapevoli del fatto che una più originale distinzione possa farli emergere dalla schiera di colleghi, conoscenti e vicini.

Nel migliore dei casi il personaggio in questione riesce a far parte di un autentico Ordine, per poi dedicarsi ad un'attività estremamente importante per lui: indossare un mantello, procurarsi una decorazione (ma questo non gli sembra indispensabile), far stampare biglietti da visita con il titolo derivante dalla dignità ottenuta, lanciarsi nelle amicizie con altri insigniti (possibilmente importanti).

Se questa è cavalleria, lo lascio giudicare agli altri. Spesso il nuovo cavaliere di un Ordine cristiano non va neppure abitualmente a Messa, e le uniche occasioni di partecipare a iniziative sacre sono date dalle cerimonie o dalle processioni cui talvolta partecipa per obbligo di frequenza. Difesa dei poveri, aiuto per i deboli, amore per la giustizia, propaganda degli Ideali cristiani restano per lo più teorie molto belle, cui fornire un omaggio verbale quando capita.

Non è questo che cerchiamo. A noi non piacciono le feste di carnevale e le riunioni di club. Un Ordine cavalleresco non è un'associazione cui iscriversi per fare buone conoscenze o per far iscrivere gli amici quando si vuol fare loro un piacere gradito. Il mantello o la decorazione non devono costituire apparati di un abito da cerimonia. Tutto questo sarebbe inutile. E' indispensabile distinguere quel che è cavalleresco da quel che non lo è.

Questo non significa che gli ordini debbano diventare l'anticamera di un Ordine religioso. Ma che i suoi componenti scelgano di impegnarsi a percorrere una determinata strada, e a sentirsi non a parole cavalieri cristiani, questo costituisce davvero un obbligo morale.

Un tempo i cavalieri dovevano combattere armi in pugno per difendere i Cristiani o per salvaguardare i deboli. Per lungo tempo questa necessità è apparsa superata dal progresso della vita civile, almeno nelle grandi Nazioni occidentali. Oggi, invece, queste necessità primarie sono ritornate di grande urgenza, dal momento che la gravità delle contingenze sociali e internazionali rende indispensabile un intervento di tutte le forze che istituzionalmente sono chiamate a tutela delle categorie svantaggiate. Quanti fronti mostra aperta la cronaca quotidiana. Le battaglie che fanno versare sangue ancora in molte regioni del mondo; il terrorismo che minaccia tutti gli Stati senza differenza; l'intolleranza religiosa ampiamente emersa in alcuni Paesi islamici e in India; coloro che partono per paura o per fame dalle loro case per affrontare viaggi disperati che troppo spesso si concludono su barconi affondati poco lontano dalle nostre coste. E poi quanti devono affrontare l'aumento del costo della vita, i pensionati, i vecchi, gli ammalati. Le persone la cui esistenza è messa in pericolo dalla mentalità corrente che vede quasi solo degni di esistere i belli, i sani, gli allineati. Il caso di Eluana Englaro o di quanti vengono derisi e picchiati nelle nostre strade per il colore della loro pelle o anche per il loro modo di vestire sono sintomatici della gravità di una situazione che sembra presentare pericolose coincidenze con la follia nazista e fascista.

Tutti questi sono i fronti su cui deve impegnarsi un cavaliere di oggi. Per ora ancora senza spada, grazie a Dio; ma certamente con l'aiuto della propria voce, della capacità di convinzione, con la testimonianza personale che non deve deflettere neppure dinanzi alle mode, al conformismo, ad una momentanea simpatia di alcuni gruppi per modi di pensare che avviliscono l'umanità sofferente, immagine viva e vera del Cristo sofferente e piagato, la cui Croce si vuole portare in petto come insegna o decorazione. Se così non fosse prenderemmo in giro prima di tutto noi stessi. Un ordine cavalleresco, e specialmente un Ordine che si riconduce al Nome di Maria, Madre e protettrice, deve riannodarsi a Ideali cristiani senza cui saremmo solo appartenenti a un qualsiasi circolo borghese.

La Croce non si toglie e non si mette sulla giacca a secondo degli impegni della nostra giornata. Stat Crux dum movitur orbis.

La Croce resta immobile mentre il mondo gira.

Tratto da articolo del prof. Carmelo Currò

 
 

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